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Sabato Novembre 14

Mothia

Presso l'estrema punta nord-occidentale della Sicilia, quasi di fronte a Marsala, il mare forma una laguna, chiamata Stagnone chiusa ad ovest dall'isola Lunga e ad est dalla costa siciliana. Al centro della laguna si trova l'isola di San Pantaleo, sede della colonia fenicia di Mozia e le altre due piccole isole di Santa Maria e di Scuola. La città di Mozia, nome forse collegabile con una parola orientale che vuol dire "acqua stagnante", presentava i requisiti tipici di molti stanziamenti fenici: era situata su di una piccola isola in prossimità della costa, circondata da bassi fondali, quindi in grado di garantirsi sia una buona difesa dagli attacchi nemici e contemporaneamente di offrire un sicuro attracco per le navi. Mozia, fondata alla fine dell'VIII sec. a.C., per la sua posizione felice dovuta anche alla vicinanza con l'Africa e punto di transito obbligato per le rotte commerciali verso la Spagna, la Sardegna e l'Italia Centrale, divenne ben presto una delle più floride colonie fenicie del Mediterraneo. La presenza in Sicilia dei Greci, con cui i Fenici avevano scambi commerciali ma anche contatti non sempre amichevoli, causò guerre che con alterne vicende provocarono infine la distruzione di Mozia ad opera di Dionisio di Siracusa nel 397 a.C. Da allora i superstiti si trasferirono sulla costa siciliana, fondando la città di Lilibeo, l'odierna Marsala. L'isola non rimase però del tutto disabitata come dimostrano numerose evidenze archeologiche riscontrate nel corso degli scavi. I reperti più significativi degli scavi di Mozia sono esposti nel piccolo Museo Archeologico ivi creato da Giuseppe Whitaker, uomo di raffinata cultura, appassionato studioso di scienze naturali, storia e archeologia, che nei primi anni di questo secolo acquistò l'isola e vi condusse i primi scavi sistematici. A questo illustre membro di una ricca famiglia inglese che aveva industrie e commerci in Sicilia, si deve il primo fondamentale impulso per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Mozia.Oltre che per le testimonianze fenicie, il fascino di questi luoghi è esaltato dalle saline ancora oggi utilizzate per la tradizionale produzione del sale marino.

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Sabato Novembre 14

Riserva dello Zingaro

La riserva, nata nel 1981, è la prima istituita in Sicilia ed è posizionata lungo la suggestiva costa che da Scopello porta a San Vito Lo Capo.Si può accedere alla riserva da due ingressi, uno lato Scopello ed uno lato San Vito, in ognuno dei quali è possibile posteggiare l'auto e proseguire a piedi lungo i viottoli della riserva lungo i quali si trovano numerosi cartelli contenenti utili indicazioni sui percorsi da seguire. La riserva rimane aperta al pubblico tutti i giorni dal 1 maggio al 30 settembre mentre nei mesi rimanenti rimane chiusa il lunedì.Nella riserva è presente uno dei comprensori archeologici più importanti della Sicilia costituito da numerose grotte preistoriche in cui trovarono riparo, già qualche centinaio di migliaia di anni fa, numerosi grandi mammiferi: cervi, buoi ed elefanti nani. Numerose tracce si possono ammirare nella grotta di Uzzo in cui si trovano anche tracce di insediamenti agro - pastorali risalenti al paleolitico con la presenza di sepolture che testimoniano l'esistenza di un culto di tipo mesolitico.Il clima particolarmente mite favorisce la crescita di numerose specie appartenenti sia alla flora mediterranea sia a specie endemiche.Si trovano l'olivastro, il terebinto, l'erica, la ginestra e l'euforbia, la palma nana e l'ampelodesma.La fauna è particolarmente ricca. Si trova l'aquila di Bonelli, il falco pellegrino, la Coturnice di Sicilia, il Gheppio e la Poiana, l'usignolo ed il Corvo imperiale e non è raro incontrare l'istrice, la volpe, la vipera od il coniglio selvatico.Le coste della riserva sono impervie ma sono inframmezzate da calette molte delle quali raggiungibili dai sentieri costieri. I fondali, dal colore turchino limpidissimo, sono ricchi di saraghi, occhiate e piccoli labridi. Il fondale è spesso impervio e poco adatto ai subacquei poco esperti. I più esperti potranno ammirare le meravigliose gorgonie che si trovano a circa 70 metri di profondità sulla parete posta sotto la torre. Numerose sono, inoltre, le grotte che è possibile visitare ad una profondità relativamente piccola. 

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Sabato Novembre 14

Marsala

Fondata dai sopravvissuti alla distruzione di Mothya ad opera di Dionisio(Il Tiranno di Siracusa) denominata Lilybeo (la città che guarda la Lybia, questo era il nome che veniva dato all'Africa) divenuta in seguito Marsala con l'arrivo degli Arabi attorno al IX secolo i quali fecero rifiorire le attività commerciali grazie al grande porto(in arabo marsa[porto] ali[grande] rendendo Marsala una delle piazzeforti più grandi della Sicilia. Il '700 segna un altro periodo florido per l'economia della città grazie alla scoperta e conseguente esportazione del vino marsala ad opera di John Woodhouse fornitore ufficiale dell' ammiraglio Nelson e dell'intera flotta britannica. Altro momento storico rilevante, Marsala lo vive nel 1860 quando Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille, sbarcando a Porta di Mare, l'attuale Porta Garibaldi dà inizio all'unificazione d'Italia.Di grande attrazione sono: il centro storico di Marsala, con numerosi edifici gentilizi e chiese in stile Barocco risalenti al XVI-XVIII secolo ed il Museo degli Arazzi.

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Sabato Novembre 14

Agrigento

La città fu fondata nel 581 a.C. da alcuni abitanti di Gela, originari delle isole di Rodi e di Creta, col nome di (Akragas), dall'omonimo fiume che bagna il territorio. La dominazione greca durò circa 370 anni, durante i quali Akragas acquistò grande potenza e splendore, tanto da essere soprannominata da Pindaro "la più bella città dei mortali", come testimonia la meravigliosa Valle dei Templi (sopra c'è il Tempio della Concordia, un tempio della Valle dei Templi). Inizialmente si instaurò la tirannide di Falaride (570-554 a.C.) che fu caratterizzata da una politica di espansione verso l'interno, dalla fortificazione delle mura e dall'abbellimento della città. Tuttavia Falaride fu meglio conosciuto per la sua crudeltà e spietatezza e per l'uso del toro di bronzo come strumento di tortura per le vittime sacrificali. Il condannato veniva posto al suo interno e del fuoco riscaldava continuamente il toro finché egli non moriva ustionato. Durante l'agonia la vittima emetteva dei lamenti che, come dei muggiti, fuoriuscivano dalla bocca del toro. Il suo ideatore, Perillo, fu il primo a provarne gli effetti. Odiato dal popolo, Falaride morì lapidato e, poiché egli amava vestirsi di azzurro, vennero proibite le vesti di quel colore. Il massimo sviluppo si raggiunse con Terone (488-471 a.C.). Durante la sua tirannide la città contava circa 300.000 abitanti e il suo territorio si espandeva fino alle coste settentrionali della Sicilia. Divenuta grande potenza militare, Akragas riuscì a sconfiggere più di una volta Cartagine nella guerra per il controllo del Canale di Sicilia. Dopo la morte di Terone iniziò un regime democratico (471-406 a.C.) instaurato dal filosofo Empedocle, il quale rifiutò il potere offertogli dal popolo stesso. È in questo periodo che si assiste alla costruzione di numerosi templi e ad una grande prosperità economica ma, nel 406 a.C, i cartaginesi invasero la città distruggendola quasi completamente. Nel 339 a.C., grazie al corinzio Timoleonte la città, soggetta all'influenza di Siracusa, venne ricostruita e ripopolata. Nel 210 a.C., con la seconda guerra punica Akragas passò sotto il controllo dell'impero romano col nome latinizzato di Agrigentum.

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