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Sabato Novembre 14

Selinunte

Situata su di una spianata alta circa 30 metri s.l.m., Selinunte prende il nome dal Selinon , il prezzemolo selvatico. Venne fondata da coloni di Megara Hyblaea guidati dall' ecista Pammilos, nel VII secolo a.C. Immigrazioni successive di coloni megaresi sicelioti si ebbero sia negli ultimi decenni del VII sia per tutto il VI secolo fino agli inizi del V. Selinunte tentò di fondare delle colonie nella Sicilia occidentale (Eraclea Minoa). Quando, all'inizio del V secolo divampò la guerra fra Greci di Sicilia e Cartaginesi, che si concluse con la battaglia di Himera nel 480, Selinunte, stranamente, preferì allearsi con Cartagine. Ebbe numerosi e forti contrasti con Segesta fino al 409, anno della sua distruzione avvenuta proprio ad opera dei Cartaginesi. Selinunte così si trovò sottomessa al dominio dei Punici che la fortificarono e la ricostruirono, nell'area dove prima sorgeva l'acropoli: i resti archeologici presentano un abitato misto, punico e greco. Il dominio cartaginese, durò fino alla I guerra punica. Cartagine, per difendersi dagli attacchi romani, decise di concentrare le sue forze a Lylibeo, trasferendovi la popolazione di Selinunte, distruggendone la città ed abbandonandola alla rovina. Un violento terremoto, nel secolo X o XI, finì forse per ridurre ad un cumulo di rovine i monumenti dell'antica città. Nella seconda metà del XVI secolo, la città fu riscoperta dallo storico Tommaso Fazello. Nel 1823 gli inglesi intrapresero degli scavi archeologici. E' in fase di attuazione un vasto programma di studi e di ricerche del parco archeologico e di allestimento museografico. 

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Sabato Novembre 14

Mazara del Vallo

La Città conosciuta per la fiorente attività di Pesca oltre ad avere uno dei più importanti porti pescherecci d'Italia con una flotta di oltre 300 imbarcazioni è spiccata alla ribalta dopo il ritrovamento ad opera di Pescatori Locali di una Statua alta circa 2 metri risalente al periodo Ellenico, il Satiro Danzante che oggi possiamo ammirare presso il Museo Regionale di Sant'Egidio.

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Sabato Novembre 14

Riserva dello Zingaro

La riserva, nata nel 1981, è la prima istituita in Sicilia ed è posizionata lungo la suggestiva costa che da Scopello porta a San Vito Lo Capo.Si può accedere alla riserva da due ingressi, uno lato Scopello ed uno lato San Vito, in ognuno dei quali è possibile posteggiare l'auto e proseguire a piedi lungo i viottoli della riserva lungo i quali si trovano numerosi cartelli contenenti utili indicazioni sui percorsi da seguire. La riserva rimane aperta al pubblico tutti i giorni dal 1 maggio al 30 settembre mentre nei mesi rimanenti rimane chiusa il lunedì.Nella riserva è presente uno dei comprensori archeologici più importanti della Sicilia costituito da numerose grotte preistoriche in cui trovarono riparo, già qualche centinaio di migliaia di anni fa, numerosi grandi mammiferi: cervi, buoi ed elefanti nani. Numerose tracce si possono ammirare nella grotta di Uzzo in cui si trovano anche tracce di insediamenti agro - pastorali risalenti al paleolitico con la presenza di sepolture che testimoniano l'esistenza di un culto di tipo mesolitico.Il clima particolarmente mite favorisce la crescita di numerose specie appartenenti sia alla flora mediterranea sia a specie endemiche.Si trovano l'olivastro, il terebinto, l'erica, la ginestra e l'euforbia, la palma nana e l'ampelodesma.La fauna è particolarmente ricca. Si trova l'aquila di Bonelli, il falco pellegrino, la Coturnice di Sicilia, il Gheppio e la Poiana, l'usignolo ed il Corvo imperiale e non è raro incontrare l'istrice, la volpe, la vipera od il coniglio selvatico.Le coste della riserva sono impervie ma sono inframmezzate da calette molte delle quali raggiungibili dai sentieri costieri. I fondali, dal colore turchino limpidissimo, sono ricchi di saraghi, occhiate e piccoli labridi. Il fondale è spesso impervio e poco adatto ai subacquei poco esperti. I più esperti potranno ammirare le meravigliose gorgonie che si trovano a circa 70 metri di profondità sulla parete posta sotto la torre. Numerose sono, inoltre, le grotte che è possibile visitare ad una profondità relativamente piccola. 

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Sabato Novembre 14

Agrigento

La città fu fondata nel 581 a.C. da alcuni abitanti di Gela, originari delle isole di Rodi e di Creta, col nome di (Akragas), dall'omonimo fiume che bagna il territorio. La dominazione greca durò circa 370 anni, durante i quali Akragas acquistò grande potenza e splendore, tanto da essere soprannominata da Pindaro "la più bella città dei mortali", come testimonia la meravigliosa Valle dei Templi (sopra c'è il Tempio della Concordia, un tempio della Valle dei Templi). Inizialmente si instaurò la tirannide di Falaride (570-554 a.C.) che fu caratterizzata da una politica di espansione verso l'interno, dalla fortificazione delle mura e dall'abbellimento della città. Tuttavia Falaride fu meglio conosciuto per la sua crudeltà e spietatezza e per l'uso del toro di bronzo come strumento di tortura per le vittime sacrificali. Il condannato veniva posto al suo interno e del fuoco riscaldava continuamente il toro finché egli non moriva ustionato. Durante l'agonia la vittima emetteva dei lamenti che, come dei muggiti, fuoriuscivano dalla bocca del toro. Il suo ideatore, Perillo, fu il primo a provarne gli effetti. Odiato dal popolo, Falaride morì lapidato e, poiché egli amava vestirsi di azzurro, vennero proibite le vesti di quel colore. Il massimo sviluppo si raggiunse con Terone (488-471 a.C.). Durante la sua tirannide la città contava circa 300.000 abitanti e il suo territorio si espandeva fino alle coste settentrionali della Sicilia. Divenuta grande potenza militare, Akragas riuscì a sconfiggere più di una volta Cartagine nella guerra per il controllo del Canale di Sicilia. Dopo la morte di Terone iniziò un regime democratico (471-406 a.C.) instaurato dal filosofo Empedocle, il quale rifiutò il potere offertogli dal popolo stesso. È in questo periodo che si assiste alla costruzione di numerosi templi e ad una grande prosperità economica ma, nel 406 a.C, i cartaginesi invasero la città distruggendola quasi completamente. Nel 339 a.C., grazie al corinzio Timoleonte la città, soggetta all'influenza di Siracusa, venne ricostruita e ripopolata. Nel 210 a.C., con la seconda guerra punica Akragas passò sotto il controllo dell'impero romano col nome latinizzato di Agrigentum.

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