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Effettuiamo servizio di transfer da e per San Vito Lo Capo verso l' Aeroporto di Palermo (Falcone e Borsellino) e Porto di Palermo, verso l'Aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi nonchè verso le stazioni ferroviarie di Palermo e Trapani. 

 

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Sabato Novembre 14

Erice

Sito archeologico posizionato a pochi chilometri da Alcamo e Castellammare del Golfo ed a circa 30 Km da Trapani.Facilmente raggiungibile tramite l'autostrada Palermo - Trapani, in esso è possibile ammirare il tempio, risalente al V secolo a.c., definito dagli esperti "Dorico perfetto" a causa del delicato equilibrio dell'insieme, alla struttura del peristilio ed alla sua collocazione spaziale particolarmente suggestiva.Alle spalle del teatro, sulla cima del monte Barbaro a poca distanza, sorge il teatro costruito nel II secolo a.c. la cui platea ricavata dalla roccia della montagna ne asseconda il pendio con un eccezionale risultato: alle spalle del palco, il panorama spazia libero sulle campagne delle valli circostanti sino al mare.Nel periodo estivo, è possibile assistere all'alba ed al tramonto a rappresentazioni teatrali classiche rese ancora più suggestive dallo scenario naturale in cui si svolgono 

Sabato Novembre 14

Trapani

La città sorge su una stretta penisola a forma di falce che la leggenda vuole essere quella della dea delle messi Cerere abbandonata in questo luogo per andare a cercare la figlia Proserpina. Originariamente villaggio dei sicani chiamato Dràpano (Drépanon dai greci), divenne importante scalo marittimo e base navale cartaginese. Conquistata dai romani nel 241 a.C., declinò lentamente per vari secoli, fino alla ripresa commerciale sottole dominazioni araba (dal IX secolo) e normanna (dal 1077), cui seguì la notevole attività costruttiva aragonese, dalla fine del secolo XIII.Fortificata nel Cinquecento da Carlo V di Spagna, continuò ad arricchirsi, in particolare per il commercio del sale. Passata nel XVIII secolo ai Borbone, fu tra le prime città siciliane a ribellarsi al loro governo, nel 1848. Nella città odierna si riconosce facilmente il nucleo di origine medievale (araba), dal tipico dedalo di stradette e vicoli ciechi, che sorge nella parte centrale della città. Nel centro storico sono molti gli edifici settecenteschi: fra i monumenti più notevoli si notano il Santuario dell'Annunziata, con facciata trecentesca, campanile barocco e interno con la Cappella dei Marinai (XVI secolo) e la Madonna di Trapani,(XIV secolo); il Palazzo della Giudecca, del primo Cinquecento, la Chiesa di Santa Maria del Gesù, dalla facciata gotico-rinascimentale, con una terracotta di Andrea della Robbia; la Cattedrale, del 1635. Il Museo regionale Pepoli espone fra l'altro una scultura di Antonello Gagini (1522), una tela di Tiziano e reperti archeologici dal territorio; nella Torre di Ligny (eretta nel 1671) ha sede il Museo della preistoria; la Biblioteca Fardelliana conserva codici miniati del XIV-XV secolo e pregevoli incisioni e la Colombaia castello aragonese eretto a protezione della città. Il Venerdì santo si svolge la tradizionale processione dei Misteri.

Sabato Novembre 14

Marsala

Fondata dai sopravvissuti alla distruzione di Mothya ad opera di Dionisio(Il Tiranno di Siracusa) denominata Lilybeo (la città che guarda la Lybia, questo era il nome che veniva dato all'Africa) divenuta in seguito Marsala con l'arrivo degli Arabi attorno al IX secolo i quali fecero rifiorire le attività commerciali grazie al grande porto(in arabo marsa[porto] ali[grande] rendendo Marsala una delle piazzeforti più grandi della Sicilia. Il '700 segna un altro periodo florido per l'economia della città grazie alla scoperta e conseguente esportazione del vino marsala ad opera di John Woodhouse fornitore ufficiale dell' ammiraglio Nelson e dell'intera flotta britannica. Altro momento storico rilevante, Marsala lo vive nel 1860 quando Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille, sbarcando a Porta di Mare, l'attuale Porta Garibaldi dà inizio all'unificazione d'Italia.Di grande attrazione sono: il centro storico di Marsala, con numerosi edifici gentilizi e chiese in stile Barocco risalenti al XVI-XVIII secolo ed il Museo degli Arazzi.

Sabato Novembre 14

Mothia

Presso l'estrema punta nord-occidentale della Sicilia, quasi di fronte a Marsala, il mare forma una laguna, chiamata Stagnone chiusa ad ovest dall'isola Lunga e ad est dalla costa siciliana. Al centro della laguna si trova l'isola di San Pantaleo, sede della colonia fenicia di Mozia e le altre due piccole isole di Santa Maria e di Scuola. La città di Mozia, nome forse collegabile con una parola orientale che vuol dire "acqua stagnante", presentava i requisiti tipici di molti stanziamenti fenici: era situata su di una piccola isola in prossimità della costa, circondata da bassi fondali, quindi in grado di garantirsi sia una buona difesa dagli attacchi nemici e contemporaneamente di offrire un sicuro attracco per le navi. Mozia, fondata alla fine dell'VIII sec. a.C., per la sua posizione felice dovuta anche alla vicinanza con l'Africa e punto di transito obbligato per le rotte commerciali verso la Spagna, la Sardegna e l'Italia Centrale, divenne ben presto una delle più floride colonie fenicie del Mediterraneo. La presenza in Sicilia dei Greci, con cui i Fenici avevano scambi commerciali ma anche contatti non sempre amichevoli, causò guerre che con alterne vicende provocarono infine la distruzione di Mozia ad opera di Dionisio di Siracusa nel 397 a.C. Da allora i superstiti si trasferirono sulla costa siciliana, fondando la città di Lilibeo, l'odierna Marsala. L'isola non rimase però del tutto disabitata come dimostrano numerose evidenze archeologiche riscontrate nel corso degli scavi. I reperti più significativi degli scavi di Mozia sono esposti nel piccolo Museo Archeologico ivi creato da Giuseppe Whitaker, uomo di raffinata cultura, appassionato studioso di scienze naturali, storia e archeologia, che nei primi anni di questo secolo acquistò l'isola e vi condusse i primi scavi sistematici. A questo illustre membro di una ricca famiglia inglese che aveva industrie e commerci in Sicilia, si deve il primo fondamentale impulso per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Mozia.Oltre che per le testimonianze fenicie, il fascino di questi luoghi è esaltato dalle saline ancora oggi utilizzate per la tradizionale produzione del sale marino.

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